| =UNA FORMULA MAGICA PER VITE FUORI CONTROLLO= |
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| Scritto da Redazione |
| Venerdì 11 Aprile 2014 13:07 |
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Il baratto porta con sé un contenuto immateriale che è legato alle persone, alle vite, ai volti e agli occhi che si incontrano in un luogo in cui la relazione con l'idea del consumo degli oggetti assume forme imprevedibili, avanzate rispetto all'idea frusta del mercato regolato dal denaro, ma anche antiche ed evocative. ” di Gianfranco Pagnelli _____________________ Nell'ultimo film di Winspeare, In grazia di Dio, la crisi economica porta una famiglia di piccoli imprenditori salentini, per anni specialisti delle lavorazioni “a facon”, fuori dal mercato e fuori dal normale circuito economico regolato dallo scambio di merci contro denaro; la necessità di sopravvivere riporta i componenti di questa famiglia all'agricoltura, alla terra e a una modalità di scambio di beni di prima necessità che prescinde dal denaro: il baratto. La pratica del baratto viene da sempre descritta come una forma arcaica di Certo, un modello di sviluppo incentrato sul consumo e sul primato del denaro non può far altro che considerare un corpo estraneo qualunque modalità che contraddica il paradigma sviluppo = domanda di beni vs denaro. Ma questo modello di sviluppo che ha obnubilato la nostra vista, che ci ha indotti a pensare che tutto quello che consumiamo non abbia alcuna impronta ecologica e dunque, alcun costo collettivo, sta mostrando profonde crepe e visibili contraddizioni. Da assonnati cittadini di Leonia, che non si chiedono dove mai andranno a finire i residui del consumo del giorno prima, ma Si', perché gli “acrocori” di calviniana memoria intorno alla città, non sono altro che discariche e sono talmente tante che non c'é più posto; non resta che far scomparire i rifiuti dentro inceneritori che sbuffano sostanze inquinanti nel cielo; ma nemmeno questa è un'opzione accettabile per i più. Ecco che, finalmente, il nesso causa/effetto dei nostri comportamenti si disvela e questa epifania ci chiama ad una responsabilità diretta. Il nuovo paradigma è NON SPRECARE, traduzione più efficace della proposizione Il senso è:
Tra il Riciclo e il Riuso, trova spazio il fantasioso mondo del baratto, dove lo scambio di oggetti segue logiche imperscrutabili, incomprensibili e irripetibili.
Incomprensibile è la ragione per la quale un oggetto di cui si sente il bisogno di liberarsi, che genera quel senso di insofferenza di cui non si sa ben spiegare le ragioni, agli occhi di un potenziale barattante assume una bellezza e un valore insospettabili. Quasi, quasi, ci ripensi e, in effetti, cominci a pensare che non sai apprezzare quello che hai e che questo insegnamento deve valere anche per la tua sfera affettiva, gli amici, i parenti, ecc. ecc. Infine, il momento dello scambio è irripetibile poichè davanti a te c'è un tuo simile che ti scruta e prova a capire, non conoscendoti, cosa offrirti in cambio. Non vale usare denaro poichè si tratta di baratto: occorre trovare qualcosa che faccia illuminare gli occhi del proprio interlocutore.
Siamo talmente arroccati in difesa che qualunque apertura o atto di fiducia proveniente da uno sconosciuto ci disorienta e ci appare misterioso quanto il legame invisibile che si riesce a stabilire con l'economia del dono. Il baratto porta con sè un contenuto immateriale che è legato alle persone, alle vite, ai volti e agli occhi che si incontrano in un luogo in cui la relazione con l'idea del consumo degli oggetti assume forme imprevedibili, avanzate rispetto all'idea frusta del mercato regolato dal denaro, ma anche antiche ed evocative. Un bimbo che cresce usa per breve tempo gli indumenti, i giochi o le scarpine, la carenza di spazio nelle nostre abitazioni spesso impone di buttare via gli oggetti in buono stato che potrebbero ancora essere usati. Le nostre nonne non avevano questo problema poich Ognuno di noi comprende che è arrivato il momento di avere uno stile di vita più sobrio. Zero Waste, appunto. . |
| Ultimo aggiornamento Venerdì 11 Aprile 2014 14:31 |