| =PUGLIA, REGIONE ANTROPOCENTRICA. TORTORE E QUAGLIE SONO AVVERTITE= |
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| Scritto da Redazione |
| Martedì 02 Agosto 2011 21:22 |
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secondo la Regione, i cacciatori sono "agenti equilibratori ambientali"
A parere di Roberto Della Seta, senatore Pd e capogruppo in Commissione Ambiente, "il calendario venatorio pugliese proposto dall'assessore Stefano e approvato dalla Giunta regionale è un esempio per tutte le regioni italiane, che dà piena applicazione alle indicazioni tecnico-scientifiche dell'Ispra. Una scelta davvero positiva, tanto più rilevante visti i tentativi di più di una regione italiana di varare calendari che allungano in modo illegittimo la stagione venatoria mettendo a rischio la conservazione di molte specie"; "la Puglia – per Della Seta - indica la strada di un'attività venatoria rispettosa degli equilibri faunistici, c'è da sperare che questa buona pratica si riveli rapidamente contagiosa". Dunque, già i giorni 1, 4 e 11 di settembre, come fossero giorni estivi o celebrativi, la campana suonerà in particolare anche per le tortore. E questa festa macabra viene presentata dal capogruppo della Commissione Ambiente come una misura venatoria della Regione Puglia rispettosa, più di quanto non lo siano quelle di tutte le altre regioni italiane, delle indicazione tecnico-scientifiche dell'Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale). Sembrerebbe quasi che la caccia alle tortorelle contribuisca, tanto è rispettosa, al mantenimento del loro equilibrio specifico. Non si tratterebbe tanto di una restrizione venatoria, cioè, ma, visto l'encomio intonato dal senatore Della Seta, di un provvedimento efficace per il quale il cacciatore pugliese diventerebbe, in quanto agente favorente i complessi equilibri ambientali della classe ornitologica (e non), un modello da imitare . D'altra parte, esiste un Programma Venatorio regionale che, per l'annata 2011-2012, prevede, affiancati alla caccia, "interventi per la difesa, tutela dei boschi e ripristino habitat” (art.10 comma 9); ciò che induce a pensare a una specie di circolarità virtuosa tra caccia e misure di protezione ambientale. Ora, a parte il côté sofistico di questa circolarità, è il caso di intervenire, per ricordarne l'infondatezza, sulla categoria di fondo che la sostiene: “la credenza in mondo unico in cui si situerebbero tutti gli esseri viventi” (Agamben, L'Aperto, L'uomo e l'animale). Credenza olistica fortemente condivisa, purtroppo, anche da molti ecologisti e, come si vede (per l'interesse che s'intuisce), anche dai sostenitori dell'attività venatoria, per i quali anche l'uomo (a patto che, per esempio, si attenga a cacciare le tortore l'uno, il quattro e l'undici di settembre), sarebbe apportatore di contributo prezioso all'equilibrio della biosfera ornitologica.
Sembra che le fondamentali ricerche zoologiche di Uexküll siano passate senza lasciar traccia. Occorrerebbe invece riportare l'attenzione sul loro portato: “Dove la scienza classica vedeva un unico mondo, che comprendeva dentro di sé tutte le specie viventi gerarchicamente ordinate, dalle forme elementari agli organismi superiori, Uexküll pone invece una infinita varietà di mondi percettivi, tutti ugualmnete perfetti e collegati tra loro come in una gigantesca partitura musicale e, tuttavia, incomunicanti e reciprocamente esclusivi... I mondi percettivi della mosca e del ragno sono assolutamente incomunicanti e, tuttavia, perfettamente accordati...” (Agamben, L'Aperto). Un'acquisizione epistemologica come questa, che evidentemente supera l'antropocentrismo classico, se finalmente assimilata, contribuirebbe anche dal punto di vista del pensiero scientifico a trovare discutibilissimo il nuovo calendario venatorio regionale pugliese. |
| Ultimo aggiornamento Mercoledì 03 Agosto 2011 13:13 |